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I visi dei bambini della Comunità Q'ero si sono aperti
mostrando una tenera felicità al vedere
la loro prima scuola, un luogo dove, finalmente
e dopo molte richieste, si concretizza il loro
sogno di avere una scuola vicino a casa, dove
possono imparare ed esprimersi nella loro lingua
materna, il Quechua. Il nome che loro stessi hanno
scelto per la scuola, “Munay T’ika”,
Bel fiore, rispecchia l’innocenza e la semplice
bellezza dei loro sentimenti. L’ incomparabile
comunità di Q’ero è ricca
di storia e di costumi che sono puramente Inka.
Cinque secoli di cambiamenti e di indifferenza
del resto del mondo non hanno fondamentalmente
cambiato questi nobili abitanti delle cime andine,
i “figli degli Apu” come si definiscono |
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Children
from Our Munay T'ika School |
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Children
in the Inauguration of our Munay T'ika School
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Il loro
singolare territorio sembra fatto di cielo e terra,
non un solo giorno passa senza che ci si perda
nelle nuvole per la presenza insistente della
nebbia o "Phuyu" che improvvisamente
scompare per rivelare un paesaggio di superbe
montagne coperte di neve dai variegati riflessi,
sfumature che molto dipendono da quando la neve
si è depositata; ma questo spazio è
tanto bello quanto difficile, una barriera specialmente
per i bambini che dovevano raggiungere l’unica
scuola allora presente nella comunità (quella
di Hatum Q’ero); difficile da immaginare,
ancora di più da percorrere a piedi tutti
i giorni per tre ore, il sentiero scendeva dai
4800mts/15,650ft, fino ai 3,400mts/11,100ft ,
per poi riarrampicarsi fino ai 4,800mts/15,650fts
nel viaggio di ritorno. Nonostante questa difficoltà,
non c’era alternativa per i bambini della
comunità che volessero frequentare la scuola.
E chi lo faceva, terminava per desistere dalla
caminata quotidiana, optando di vivere da solo
durante la settimana, ospitato nel villagio dove
si trova la scuola. |
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(Introduzione
dell'anno 2000) la
nuova piccola scuola è stata inaugurata con
canti e sorrisi; In verità è solo una
piccola stanza, dove perfino le finestre sono di semplicità
essenziale e riflettono la scarsità di aiuti
che questa comunità riceve. Ma dentro, il coure
della scuola ha comunciato a battere grazie alla felicità
dei 34 piccoli alunni, volonterosi di apprendere nuove
cose, magari a contare i lama e gli alpaca di cui
si occupano.
E senza dubbio saranno capaci di firmare con il loro
nome, e forse qualcuno di scrivere la storia della
nazione Q'ero, così ricca e misterosa, una
filosofia che si perpetua in ognuno di loro, grazie
anche all’aiuto della scuola, che si propone
di recuperare e valorizzare le tradizioni, le danze,
gli adorni e le cerimonie dei loro ancestrali Inca,
semplici azioni che marcano la differenza tra vivere
vicini ai loro dei, alla Madre Terra “Pachamama”,
e vivere emarginati e in indigenza.
Con grande soddisfazione presento così il progetto
Munay Tìka, la prima piccola scuola per la
tutela dei costumi e delle tradizioni di Q'ero. Grazie
alla scuola, alcuni degli abitanti delle svettanti
montagne andine, così vicine al respiro degli
dei, avranno un luogo e un’opportunità
di tramandare le loro tradizioni e, attraverso l’educazione,
esprimere il tutto loro amore e la loro storia.
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Richard Aguayo R.
(ChacaRuna)
Direttore della Fondazione PumaPeru |
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